Gruppo di lettura in presenza "Schiavitù e tratta tra Africa e Americhe"

Mercoledì 26 gennaio 2022, ore 17.00 - Centro Amilcar Cabral

Gruppo di lettura in presenza "Schiavitù e tratta tra Africa e Americhe"

Nel 2022 il Settore Biblioteche e la Biblioteca Cabral sono impegnati in un grande progetto di allestimento di una mostra di approfondimento storico sul tema della tratta atlantica degli schiavi verso il "Nuovo Mondo" tra i secoli XVI e XIX.  
Una vicenda storica tra le più importanti e tragiche della storia del mondo occidentale: milioni di prigionieri africani, uomini, donne e bambini, costretti a raggiungere le coste africane, stivati in navi negriere in condizioni al limite della sopravvivenza e poi sbarcati e forzati al lavoro in un continente sconosciuto in condizioni brutali.  
Per generazioni la tratta degli schiavi è stata alla base dei rapporti fra Europa e Africa e e questo sistema è stato fondamentale per lo sviluppo delle ideologie razziali e del mondo così come noi lo conosciamo. 

La Biblioteca Cabral nell'ambito del Patto per la lettura propone di cominciare a riflettere sulla tratta degli schiavi e la schiavitù attraverso la lettura, in un gruppo di lettura in presenza che leggerà alcuni bellissimi libri su questo tema nei primi mesi del 2022.

Gruppo è coordinato dalla storica Maria Cristina Ercolessi (Università degli Studi di Napoli L'Orientale)

La partecipazione è libera, gratuita e aperta a tutti.
Nell'ambito del Patto per la lettura Bologna

Per comunicare la partecipazione scrivere a
amicabr@comune.bologna.it
o telefonare al numero: 051 581464


  • Mercoledì 26 gennaio 2022, ore 17.00Centro Amilcar Cabral, via san Mamolo 24 (Bologna)
    Si parlerà di La costa degli schiavi, di Thorkild Hansentraduzione e postfazione di Maria Valeria D'Avino (Iperborea, 2011)

«Silenziosi sui loro piedi nudi gli schiavi attraversano duecento anni di storia danese senza lasciare altra traccia che due righe nei libri di scuola: la Danimarca fu il primo paese ad abolire il traffico degli schiavi. Migliaia di uomini, donne e bambini. E di loro non resta che una frase. Per di più falsa». Quel traffico continuerà per decenni dopo l’abolizione ufficiale, ma nessuno schiavo ha mai raccontato la sua storia: per dar voce a quelle migliaia di esseri umani privati della libertà, incatenati, venduti e trascinati dall’altra parte dell’oceano, Thorkild Hansen va a cercare le tracce dei loro passi nella Guinea danese, l’attuale Ghana, lungo le rive del Volta, tra le rovine dei forti che dominavano con le loro mura bianche quella costa bordata di palme e battuta dalla risacca. E come guida si serve di diari, lettere, documenti lasciati da sette «testimoni oculari» che si sono succeduti nel corso di due secoli tra quelle mura: un tenente, due sacerdoti, un mercante, un medico, un contabile e un governatore. Spinti dall’ambizione, dall’avventura o da ideali, chi approfittando di quel commercio e chi combattendolo: «gente comune, buona e cattiva, ma per lo più buona, forte e debole, ma per lo più debole», che, con le proprie vicende, è parte della storia, tra i vincitori o tra i perdenti, ma più probabilmente solo impotente davanti a un meccanismo ben più vasto che chiama in causa re, ricchi e filosofi, che siano Hobbes, Kierkegaard o Rousseau. Non sarà forse quando non è più redditizio che si ferma quel traffico diventato illegale? Il bisogno di rendere una tardiva giustizia a quei dannati che, come nell’Inferno di Dante, non proiettano ombra nella storia, porta Hansen a raccontare i destini di singoli che non fanno che porre «le solite vecchie domande»: l’uomo è cattivo? è buono? o è solo debole?

segnalazioni