Gruppo di lettura sull'Africa contemporanea

Giovedì 2 marzo 2023 | ore 17.00 - Biblioteca Amilcar Cabral

Gruppo di lettura sull'Africa contemporanea

Il Gruppo di lettura in presenza 'Schiavitù e tratta tra Africa e Americhe' si è formato nel 2021 alla Biblioteca Cabral per parlare di romanzi, autobiografie e saggi  sulla tratta atlantica degli schiavi  in occasione della mostra Schiavitù e tratta: vite spezzate tra Africa e Americhe (29 aprile al 28 maggio 2022 a Bologna).

Il Gruppo di lettura ha proseguito la sua attività per tutto il 2022, nei prossimi appuntamenti leggerà e discuterà opere della letteratura africana e si chiamerà Gruppo di lettura sull'Africa contemporanea.

La Biblioteca Cabral nell'ambito del Patto per la lettura ha ideato e coordinato un gruppo di lettura che ha discusso  di alcuni importanti romanzi, autobiografie e saggi su questo tema.

Il gruppo è coordinato da Maria Cristina Ercolessi (Università degli Studi di Napoli L'Orientale)


  • Giovedì 2 marzo 2023 | ore 17.00 - Biblioteca Amilcar Cabral, via san Mamolo 24 (Bologna)
    Si parlerà di La generazione dell'utopia dello scrittore angolano Pepetela. (Diabasis, 2014), traduzione Sara Favilla.

Pubblicato nel 1992, questo straordinario romanzo – composto da quattro parti corrispondenti ai quattro tempi della storia pubblica e privata dei protagonisti – abbraccia trent’anni esatti di storia dell’Angola, dall’inizio della guerra d’ indipendenza combattuta contro l’Impero portoghese (1961) ai giorni nostri (dopo il 1991). I quattro capitoli organizzati, secondo una tecnica di segmentazione temporale che Pepetela ha già sperimentato in altre opere – e rispettivamente intitolati La Casa (1961), La savana (1972), Il polipo (aprile 1982), Il tempio (a partire dal 1991) – disegnano, con sguardo spietato, la parabola esistenziale di quella generazione che si trovò a vivere l’epopea delle lotte per l’indipendenza dal colonizzatore portoghese e combattere più prosaicamente una guerra civile che all’indipendenza fece seguito. Considerato uno dei migliori romanzi africani del XX secolo e tra i cento migliori libri in assoluto secondo la celebre lista divulgata dall’Africa Book Centre nel 2002 a Accra in occasione della Fiera internazionale del Libro dello Zimbawe, La generazione dell’Utopia è anche una disincantata radiografia narrativa dell’Angola contemporanea in cui gli echi e i fantasmi del passato non rendono ancora distinguibile le glorie e le ombre che offuscano il presente.

Il libro nel catalogo

ARCHIVIO INCONTRI

  • Mercoledì 11 gennaio 2023 | ore 17.00 - Biblioteca Amilcar Cabral, via san Mamolo 24 (Bologna)
    Si parlerà di Americanah di  Chimamanda Ngozi Adichie, (Einaudi, 2014), traduzione di Andrea Sirotti.

Ifemelu ha una borsa di studio a Princeton ed è l'autrice di «Razzabuglio», un blog di largo seguito che denuncia con pungente leggerezza i pregiudizi ancora diffusi negli Stati Uniti. Ne ha fatta di strada da quando, tredici anni prima, appena arrivata dalla Nigeria, faticava a pagare l'affitto e si sforzava di adeguare accento e aspetto agli standard americani. Eppure c'è qualcosa che Ifemelu non riesce a dimenticare. In fondo al cassetto della memoria conserva ancora il ricordo di Obinze, il ragazzo voluto fin dal primo istante e poi lasciato senza una spiegazione, con un taglio netto frutto della vergogna. Tornare indietro nel tempo è impossibile, ma non nello spazio. Contro il buon senso e il parere di tutti, Ifemelu sale su un aereo per Lagos intenzionata a riprendere il filo di una storia interrotta.

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  • Martedì 8 novembre 2022 | ore 17.00 - Biblioteca Amilcar Cabral, via san Mamolo 24 (Bologna)
    Si parlerà di Paradiso del Premio Nobel 2021 Abdulrazak Gurnah (La Nave di Teseo 2022), traduzione di Alberto Pezzotta.


Un romanzo d’avventura, di formazione, di scoperta, che racconta un mondo alle soglie della sua definitiva trasformazione, dove si intrecciano favole, leggende, cruda realtà, poesia, amore.Paradiso è la storia di Yusuf che, a dodici anni, viene dato in pegno dal padre, un locandiere pieno di debiti, a zio Aziz, un ricco mercante. Nel fermento della città, tra swahili, musulmani d’Africa, colonizzatori tedeschi, camionisti sikh, Yusuf ha il suo rifugio nel giardino paradisiaco al centro della casa. È la storia dell’amicizia con Khalil, poco più grande di Yusuf, anche lui comprato da zio Aziz. È anche la storia dell’amicizia interrotta tra i due ragazzi, quando zio Aziz chiede a Yusuf di accompagnarlo in un viaggio d’affari nell’entroterra. È la storia della scoperta dell’amore di Yusuf, cresciuto, bellissimo, nella casa in cui viene educato. E diventa una lezione su come gli amori, soprattutto quelli proibiti, finiscono all’improvviso. È la storia del sultano Chatu che, nella città di Marungu, fa prigioniero Yusuf e i suoi, e li priva di ogni avere. Ma la prima guerra mondiale è alle porte, gli eserciti europei stanno conquistando il continente, e inizierà tutta un’altra storia per l’Africa, per le sue genti, per Yusuf.

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Questo incontro è anche una delle tappe del gruppo di lettura aperto e itinerante in tutte le biblioteche speciali promosso da SPECIALMENTE IN BIBLIOTECA le rete delle biblioteche specializzate di Bologna che per il 2022 ha per tema ATTUALITÀ della MEMORIA. Qui tutte le tappe del gruppo di lettura. 

Per le seguire le tracce dei prigionieri che dalle zone interne dell'Africa occidentale venivano portati sulla costa e imbarcati verso le Americhe, Saidiya Hartman parte da New York verso il Ghana con l’intenzione di ripercorre le tappe della tratta atlantica degli schiavi e riflettere sugli effetti della schiavitù su tre secoli di storia africana e africana americana. Tra narrazione storica, memoria autobiografica e resoconto di viaggio, episodi del violento passato di oppressione si affiancano e riconnettono al presente: i lasciti di schiavitù e colonialismo fanno ancora parte del vissuto delle persone della diaspora nera che vivono nella società profondamente razzializzata di oggi.
Dall’introduzione di Barbara Ofosu-Somuah: «Perdi la madre affronta temi che possono essere di grande rilevanza anche in riferimento all’essere nerə e alla violenza razzista in Italia. L’esplorazione di Hartman della persistente eredità della schiavitù evoca due temi principali: l’interminabile ricerca di una casa e di un senso d’appartenenza per le comunità della diaspora nera; la sensazione costante di vivere in un perpetuo stato di straniamento.» Che è lo stesso sentimento che accompagna Hartman, discendente di vittime della tratta schiavista, nel suo viaggio in Ghana, luogo nel quale si aspettava che quel senso di alterità si sarebbe dissolto. Continua ad essere una straniera, invece, «un seme errante privato della possibilità di mettere radici», come ci dice lei stessa. «La definizione più universale possibile di schiava è: una straniera. Strappata alla famiglia e alla comunità, esiliata dal suo paese, disonorata e violata, la schiava definisce la posizione dell’estranea. È lei la perpetua reietta, la migrante forzata, la forestiera, la vergogna della stirpe.»

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  • Mercoledì 16 marzo 2022, ore 17.00 - Biblioteca Amilcar Cabral, via san Mamolo 24 (Bologna)
    Si parlerà di Amatissima, di Toni Morrisontraduzione di Giuseppe Natale ; postfazione e cura di Franca Cavagnoli ; con un saggio di Alessandro Portelli (Sperling & Kupfer, 2013)

Un romanzo maestoso, di straordinaria intensità, che racconta la storia di Sethe, indomabile donna di colore che, negli anni precedenti alla Guerra Civile americana, si ribella al proprio destino e fugge al Nord, verso la libertà. Un percorso drammatico attraverso l'orrore della schiavitù, la forza dell'amore materno e il peso di un indicibile segreto. Pubblicato nel 1987 e vincitore del premio Pulitzer nel 1988, il romanzo è ambientato dopo la fine della Guerra Civile Americana (1861-1865), ispirato alla storia di una schiava nera, Margaret Garner, che scappò dalla schiavitù in Kentucky nel tardo gennaio 1856 per raggiungere poi l'Ohio, stato libero. La vicenda fu riportata in un articolo pubblicato nel 1856. La scrittrice lo trova nel periodo in cui sta curando l'antologia intitolata "The Black Book", uscita nel 1974: documenta trecento anni di storia afroamericana e testimonia, attraverso atti di venditafotografie, ritagli di giornalepoesiecanti e quilt, le condizioni della comunità afroamericana e la loro cultura. 

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  • Mercoledì 26 gennaio 2022, ore 17.00Biblioteca Amilcar Cabral, via san Mamolo 24 (Bologna)
    Si parlerà di La costa degli schiavi, di Thorkild Hansentraduzione e postfazione di Maria Valeria D'Avino (Iperborea, 2011)

«Silenziosi sui loro piedi nudi gli schiavi attraversano duecento anni di storia danese senza lasciare altra traccia che due righe nei libri di scuola: la Danimarca fu il primo paese ad abolire il traffico degli schiavi. Migliaia di uomini, donne e bambini. E di loro non resta che una frase. Per di più falsa». Quel traffico continuerà per decenni dopo l’abolizione ufficiale, ma nessuno schiavo ha mai raccontato la sua storia: per dar voce a quelle migliaia di esseri umani privati della libertà, incatenati, venduti e trascinati dall’altra parte dell’oceano, Thorkild Hansen va a cercare le tracce dei loro passi nella Guinea danese, l’attuale Ghana, lungo le rive del Volta, tra le rovine dei forti che dominavano con le loro mura bianche quella costa bordata di palme e battuta dalla risacca. E come guida si serve di diari, lettere, documenti lasciati da sette «testimoni oculari» che si sono succeduti nel corso di due secoli tra quelle mura: un tenente, due sacerdoti, un mercante, un medico, un contabile e un governatore. Spinti dall’ambizione, dall’avventura o da ideali, chi approfittando di quel commercio e chi combattendolo: «gente comune, buona e cattiva, ma per lo più buona, forte e debole, ma per lo più debole», che, con le proprie vicende, è parte della storia, tra i vincitori o tra i perdenti, ma più probabilmente solo impotente davanti a un meccanismo ben più vasto che chiama in causa re, ricchi e filosofi, che siano Hobbes, Kierkegaard o Rousseau. Non sarà forse quando non è più redditizio che si ferma quel traffico diventato illegale? Il bisogno di rendere una tardiva giustizia a quei dannati che, come nell’Inferno di Dante, non proiettano ombra nella storia, porta Hansen a raccontare i destini di singoli che non fanno che porre «le solite vecchie domande»: l’uomo è cattivo? è buono? o è solo debole?

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