Gruppo di lettura in presenza sulla letteratura araba contemporanea

Lunedì 7 febbraio 2022, ore 17.00 - Centro Amilcar Cabral

Argomento: Letteratura

Gruppo di lettura sulla letteratura araba contemporanea 

Nasce un nuovo gruppo di lettura in presenza alla Biblioteca Cabral dedicato alla letteratura araba contemporanea che si propone di cominciare a leggere insieme alcuni grandi capolavori: Miramar di Najib Mahfuz, La stagione delle migrazioni a nord di Tayeb Salih, La porta del sole di Elias Khoury, Corriere di notte di Hoda Barakat, Canna di bambù di Suad al Sanousi.

Il gruppo è coordinato da Maria Elena Paniconi (docente di Lingua e letteratura araba, Università di Macerata) con la partecipazione di Francesca Biancani (Storia e istituzioni del Medio Oriente, Università di Bologna) e Martino Lovato, esperto di letterature arabe e mediterranee.

La partecipazione è libera, gratuita e aperta a tutti.
Nell'ambito del Patto per la lettura Bologna
In collaborazione con l'Associazione Hayat

Per comunicare la partecipazione scrivere a
amicabr@comune.bologna.it
o telefonare al numero: 051 581464



L’avventura spirituale di una diaspora e un ritorno, e di un definitivo spaesamento. Un viaggio nei vortici dell’identità, sospesa tra tradizione e modernità, tra Oriente e Occidente, ai margini del deserto del Sudan. Un romanzo cupo e affascinante pieno di tensione ma anche di poesia.
Mediante uno schema narrativo di scatole cinesi (o più appropriato è dire: giocando sulla tradizione delle Mille e una notte della cornice, delle storie nella storia, dell’identificazione tra figura narrante e personaggio) questo libro racconta dell’avventura spirituale di una diaspora e un ritorno, e di un definitivo spaesamento. E la figura di un intellettuale arabo che vi è scolpita – bambino adottato al Cairo da una famiglia inglese, studi a Oxford e brillante carriera in Gran Bretagna, libertino che sulle donne vendica un suo senso di morte, fino all’ultimo incontro che lo forza a scegliere tra il suo essere occidentale e il suo essere arabo; il ritorno al villaggio sul Nilo, lo sforzo di dimenticare, e infine la catastrofe per lui, e indirettamente della sua comunità – è una figura indimenticabile, nel senso proprio che ha la letteratura di non dimenticare: cioè le molte traduzioni e ristampe in Europa e nel mondo arabo (alle quali questa italiana si accoda). Ma il tema del libro (il principale, accanto a storie e suggestioni convergenti sulla storia principale) non è solo quello del disagio dell’intellettuale arabo diviso tra speranza e tradizione, tra valori della cultura e miserie materiali. Sembra piuttosto quello più alto dell’unità inevitabile, in una contesa antichissima di amore-odio, tra il mondo arabo e quello cristiano, tra il Nord e il Sud del Mediterraneo. La stagione della migrazione a Nord è un longevo capolavoro, descritto da Edward Said come uno dei più bei romanzi della letteratura araba moderna e dichiarato, nel 2001 dall’Accademia letteraria arabica, il più importante romanzo arabo del XX secolo. Esso riecheggia nelle vicende di una emigrazione moderna, l’antico periodico andare degli uomini del deserto verso le oasi e le coste, inseguendo sogni d’amore, leggende, mercantilismi, a specchiarsi e contaminarsi con una cultura doppia e necessaria: ad arricchirla e uscirne più ricchi nello scontro. La storia del protagonista è quella dell’illuminante presa di coscienza che «io è un altro».


  • Lunedì 13 dicembre 2021, ore 17.00 - Centro Amilcar Cabral, via san Mamolo 24 (Bologna)
    Si parlerà di Miramar, di Najib Mahfuz, traduzione di Isabella Camera d'Afflitto (Feltrinelli, 2021)

In un’Alessandria che ha perso il suo fulgore, spenta dalle politiche di Nasser, resiste una pensione, il Miramar. Un luogo di un’eleganza un po’ decaduta che, sotto le macchie d’umidità, conserva le tracce di un passato grandioso. Mariana, la matura vedova greca che ne è la proprietaria, non intende arrendersi né al trascorrere del tempo né ai cambiamenti della società egiziana. Gestisce la pensione con l’aiuto della bella Zahra, fuggita dalla campagna nel tentativo di evitare un matrimonio combinato. Lentamente, il Miramar si ripopola, e tra i suoi ospiti compare Amer Wagdi, vecchio giornalista in pensione che ha militato nel partito nazionalista liberale, e ha deciso di tornare dopo vent’anni da Mariana, la donna che ha amato, in cerca di un luogo in cui trovare pace nella sua ultima stagione. E se in diversi, come il decaduto Tolba Marquz che ha perso tutte le proprietà nei cambi di governo e Mansur Bahi, tormentato annunciatore a Radio Alessandria, arrivano alla pensione in cerca di un rifugio, il giovane ragioniere Sarhan al-Buheyri ha seguito la bella Zahra e spera di riuscire a sedurla. Dai loro scambi e intrecci emerge chiara la dolorosa realtà sociale e politica di un paese diviso da obiettivi, visioni e interessi differenti.

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