Gruppo di lettura online sulla letteratura israeliana contemporanea

Giovedì 16 dicembre 2021, ore 17.00

Invitiamo tutte le persone che amano leggere a prendere parte al gruppo di lettura dedicato ai nuovi scrittori israeliani contemporanei.


  • Giovedì 16 dicembre ore 17 - online

È questa la terra promessa, di Eli Amir, traduzione di Shulim Vogelmann (Giuntina, 2015)

Coordina Anna Grattarola

Nuri è un ragazzo nato a Baghdad e immigrato in Israele agli inizi degli anni ’5O. I genitori, costretti a vivere in condizioni di estremo disagio in un campo profughi, acconsentono a mandare il figlio in kibbutz. Provenendo da una società mediorientale, conservatrice e tradizionalista, Nuri dovrà affrontare una lotta interiore tra il suo vecchio mondo e l’esperimento sociale più audace del XX secolo, volto a far nascere un ebreo nuovo, ribelle, laico e creatore di una cultura nuova. Il cibo, la musica, il rapporto con i genitori e con le ragazze, l’ideologia socialista — tutto è nuovo e diverso, e Nuri sa che deve farli propri se non vuole restare emarginato. Il lettore si affezionerà a questo ragazzo sensibile e coraggioso le cui vicende ci offrono un’opportunità unica per comprendere l’angoscia dello sradicamento dalla propria cultura sperimentata dagli immigrati.

Il libro nel catalogo

Per partecipare è sufficiente scrivere a ufficiostampa@museoebraicobo.it confermando il vostro interesse e riceverete una mail di invito con le semplicissime istruzioni per partecipare all'incontro.

La partecipazione è libera, gratuita e aperta a tutti. L’iniziativa è nata dalla collaborazione tra: Sinistra per Israele | Museo Ebraico di Bologna | Biblioteca Amilcar Cabral | Istituto Parri.

Info: Museo Ebraico di Bologna | 051 6569003 | info@museoebraicobo.it


  • Giovedì 28 ottobre ore 17 - online

L'ultima intevista, di Eshkol Nevo (Neri Pozza, 2021), traduzione dall'ebraico di Raffaella Scardi.

Coordina Anna Grattarola

«Un tempo mi alzavo felice e oggi mi alzo triste. Non sono certo di sapere il perché». Cosí comincia questo struggente e, insieme, feroce romanzo in cui, sotto l’occasionale forma di un’intervista a un sito internet, uno scrittore provvede a mettere a nudo il suo cuore.
Le risposte, che si susseguono come «fuochi d’artificio», non risparmiano nulla: passioni, amori, inimicizie, tradimenti, la stessa apparente vanità dell’esercizio della scrittura, magnifica via di fuga quando la vita imbocca sentieri troppo stretti, ma futile scappatoia quando la vita arranca miseramente per la via, e la donna amata non trova piú in te la felicità, la figlia abbandona casa, l’amico si ammala.
Non c’è scrittore, è noto, che non menta nelle interviste, che non risponda, appunto, da scrittore, in maniera calcolata, cauta, misurata.
Un’ipocrita precauzione che non alimenta queste pagine, che non costituiscono per niente un educato diario intimo. Sono pagine in cui irrompe la verità nuda e cruda, divertente, triste, scandalosa, politicamente scorretta, una verità cosí vera da aprire non soltanto le porte alle stanze nascoste di una vita, ma da mostrare persino come al suo centro si insedi spesso la piú spudorata menzogna.
Dai quesiti piú banali: Cosa la spinge a scrivere?Come descriverebbe la sua giornata lavorativa? a domande di carattere piú intimo: Che tipo di bambino era? fino ad arrivare agli interrogativi temuti da ogni fragile anima: Quand’è stata l’ultima volta che le si è spezzato il cuore? lo scrittore danza, con le sue risposte, sul proprio abisso personale, su quella voragine che costituisce la zona d’ombra di ogni singola esistenza.
Sulla scia di grandi autori quali Nabokov e Roth, l’acclamato autore della Simmetria dei desideri e Tre piani ci mostra come la vita stessa di uno scrittore possa diventare autentica letteratura.


  • Lunedì 21 giuno 2021 ore 17 - online

Per lei volano gli eroi, di Amir Gutfreund (Neri Pozza, 2021), traduzione dall'ebraico di Raffaella Scardi.

Coordina Anna Grattarola

In uno di quei caseggiati popolari degli anni Sessanta, nel cuore di Haifa, cinque ragazzini si incontrano ogni giorno per dare dei calci a un pallone. Sono compagni di classe, immortalati perfettamente nella foto scattata a scuola. C'è Yoram, l'ultimo arrivato, con lo sguardo perso nel vuoto. Ogni tanto si presenta al campetto con un livido o un labbro tumefatto e nessuno sa il perché. La madre, bionda, occhi perpetuamente arrossati, e il padre, tozzo, con un viso che trasuda violenza, sono per tutti un enigma irrisolto. C'è Benni, sguardo sveglio, mento sollevato. A scuola lo chiamano il senatore, un soprannome che in apparenza lo infastidisce, ma in realtà gli procura una certa soddisfazione. Entra in classe con l'andatura fiera di chi si dirige in parlamento, anziché alla scuola elementare Yizreeliya, nel quartiere di Neve Shaanan. C'è Gideon, perfettamente pettinato. Detesta fango e sporcizia, e parla con entusiasmo di igiene e di ordine. Ha casse piene di pezzi di vero Lego e un cane che cammina solo in linea retta. I suoi genitori viaggiano addirittura all'estero e festeggiano gli anniversari di matrimonio al ristorante. C'è Zion, basso, la testa quasi nascosta, gli occhi bellicosi. Da grande vuole fare l'astronauta. Intanto vagabonda senza meta per il quartiere. Quando riceve un calcio al campetto, si accascia in silenzio per poi rialzarsi con un sorriso, le labbra serrate, indifferente al dolore. C'è Arik, figlio di un sopravvissuto alla Shoah arrivato in Israele dalla Polonia e di una madre che, proveniente da una famiglia di nobili fondatori dei primi kibbutz, non si capacita di come la vita l'abbia condotta in un appartamento in un quartiere operaio di Haifa. C'è, infine, Israele, con i suoi strambi personaggi, lo zio Peretz "porta jella", capace di prevedere sciagure e attentati; Meir, il bibliotecario sfortunato che introduce Arik alla lettura; Yankele Breid, il sensale di matrimoni che crede nell'amore; e, soprattutto, c'è la Storia con i suoi ineluttabili eventi: gli attentati, le operazioni militari, le guerre, le conversioni religiose. La Storia che, a metà degli anni Novanta, chiamerà alcuni di quei ragazzi del campetto, divenuti adulti ognuno alla sua maniera, a un'impresa in nome dell'antica fratellanza: salvare. Michal, l'attraente sorella di Benni, segregata a Chicago, prigioniera di una setta guidata dal guru Epstein, israeliano rimasto ferito nel corpo e nell'anima nella battaglia per il monte Hermon durante la guerra del Kippur. Arik, Benni, Zion, Gideon e Yoram non potrebbero essere più diversi, ma sono amici inseparabili e condividono l'affetto per Michal, la sorella minore di Benni, la donna per cui «volano gli eroi».

Per partecipare vi invitiamo a compilare il form disponibile a questo link o a scriverci una mail. Riceverete una mail di invito con le semplicissime istruzioni per partecipare all'incontro.

La partecipazione è libera, gratuita e aperta a tutti. L’iniziativa è nata dalla collaborazione tra: Sinistra per Israele | Museo Ebraico di Bologna | Biblioteca Amilcar Cabral | Istituto Parri.

Info: Biblioteca Amilcar Cabral | 051 581464 | amicabr@comune.bologna.it


  • Mercoledì 12 maggio 2021 ore 17 - online

Svegliare i leoni, di Ayelet Gundar-Goshen (Giuntina, 2017). Coordina Anna Grattarola

I libri di Ayelet Gundar-Goshen nelle biblioteche di Bologna

Il dottor Eitan Green è una persona onesta e un ottimo medico, impegnato a salvare vite. Una notte, guidando la sua jeep a tutta velocità nel deserto, investe un uomo, un migrante africano. L’uomo è ferito mortalmente e il dottor Green, preso dal panico, fugge. Questa decisione cambierà la sua esistenza. Il giorno dopo, una donna bella, misteriosa e dalla pelle nera bussa alla porta della casa di Eitan e gli porge il portafoglio perduto nel luogo dell’incidente. La donna lo ricatterà, ma non chiedendo soldi. Lo condurrà invece in luoghi, reali e interiori, che il dottor Green non avrebbe mai immaginato di dover esplorare. Svegliare i leoni è un romanzo che corre sul filo della suspense, coinvolgendo il lettore in una riflessione sulla fragilità dei princìpi morali, sulla vergogna e sui desideri proibiti che si celano in ognuno di noi; un testo potente, universale e intimo che guarda e fa luce nelle zone nebulose dell’anima ponendoci la domanda pressante: «E tu, che cosa avresti fatto?».

Ayelet Gundar-Goshen, Svegliare i leoni. La scoperta di un'umanità senza diritti, un'intervista su Rai Cultura

Per partecipare vi invitiamo a compilare il form disponibile a questo link o a scriverci una mail. Riceverete una mail di invito con le semplicissime istruzioni per partecipare all'incontro.

locandina


  • Giovedì 25 marzo 2021 ore 17 - online

Tre piani,  di Eshkol Nevo (Neri Pozza, 2017). Coordina Anna Grattarola

libri di Eshkol Nevo nelle biblioteche di Bologna

Intervista a Eshkol Nevo, Festival della Mente di Sarzana, 9 ottobre 2020

TRE PIANI | Dietro le quinte del film di Nanni Moretti, MovieDigger

Se potessi vi inviterei tutti a casa mia, una lettera di Eshkol Nevo agli italiani, Corriere della Sera, 14 marzo 2020

Per partecipare vi invitiamo a compilare il form disponibile a questo link o a scriverci una mail. Riceverete una mail di invito con le semplicissime istruzioni per partecipare all'incontro.

  • Giovedì 4 febbraio 2021 ore 17 - online

Tre, di Dror Mishani (E/O, 2020). Coordina Anna Grattarola

L' ultimo libro di Dror Mishani, esponente di punta del noir israeliano e docente di letteratura poliziesca all'Università di Tel Aviv, che ha come protagoniste tre donne: Orna, insegnante di liceo sulla quarantina, Emilia, badante lettone immigrata in Israele ed Ella, giovane madre insoddisfatta. Tutte e tre troveranno lo stesso uomo, Ghil.

Sarà anche l'occasione per discutere e concordare le prossime letture, alla luce delle proposte ricevute.

libri di Dror Mishani nelle biblioteche di Bologna

Per partecipare vi invitiamo a compilare il form disponibile a questo link o a scriverci una mailRiceverete una mail di invito con le semplicissime istruzioni per partecipare all'incontro.

Il gruppo è coordinato da Anna Grattarola

La partecipazione è libera, gratuita e aperta a tutti. L’iniziativa è nata dalla collaborazione tra: Sinistra per Israele | Museo Ebraico di Bologna | Biblioteca Amilcar Cabral | Istituto Parri

Museo Ebraico di Bologna | 051 6569003 | info@museoebraicobo.it


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