Zomia. Letture / Visioni

Mercoledì 10 luglio 2019, ore 17 - Biblioteca Amilcar Cabral, via San Mamolo 24, Bologna

Per il quinto appuntamento di #Atlanticowaves, Atlantico Festival invita #Zomia - gruppo di letture e visioni, a cura di Katia Golovko e Francesco Buscemi.

Incontro #2: "Identità / Alterità"
➡ 10 luglio 2019, ore 17, presso Biblioteca Amilcar Cabral
(partecipazione libera)

Se “l’inferno sono gli altri”, come scriveva Sartre, è anche vero che “gli altri” sono, inevitabilmente, consegnati all’inferno da quei discorsi e quelle pratiche che determinano in modo univoco il significato dell’alterità. Pensare ciò che è “altro” o “altra” significa, infatti, porre al centro dell’attenzione un certo tipo di differenza e costruire su di essa, anche in modo violento, una serie di gerarchie.

In questo incontro, vorremmo questionare l’idea dell’identità “fissa”, cercare di capire quali forme di alterità possono esistere e come possiamo modificare la nostra percezione di quello che è “altro” usando film, testi letterari e saggi.

estratti da:
Cheikh Hamidou Kane “L'ambigua avventura” (1961)
Frantz Fanon “Pelle nera, maschere bianche” (1952)
Julia Kristeva "Stranieri a noi stessi" (1988)
Giuliano Montaldo “Tempo di uccidere” (1989)
Rider Shafique “I-Dentity” (2016)

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Per il quarto appuntamento di #Atlanticowaves, Atlantico Festival invita #Zomia - gruppo di letture e visioni, a cura di Katia Golovko e Francesco Buscemi.

Incontro #1: "Storie / Memorie"
➡ 26 giugno 2019, ore 17, presso Biblioteca Amilcar Cabral
(partecipazione libera)

“Profondo è il pozzo del passato. Non dovremmo dirlo insondabile?”, così Thomas Mann iniziava la sua tetralogia "Giuseppe e i suoi fratelli”. Chinandosi a guardare il passato con la metafora del pozzo negli occhi, Mann lo dipinge come una linea diritta e circoscritta, profonda e introspettiva: forma in cui spesso emergono la storia e le memorie come manifestazioni più comuni del passato. Quest’ultimo invece è caratterizzato dalla cacofonia delle voci e sarebbe più pertinente paragonarlo ad un tessuto fatto di colori e materie diverse.

La Storia presuppone l’individuazione di un nucleo centrale di memoria che ordina e privilegia gli altri punti di vista. La diversità delle storie e delle memorie che si intrecciano tra di loro, mostrando opzioni multiple per raccontare quello che ha avuto luogo e come, è l’interesse di questa puntata.

estratti da:
Emmanuel Dongala “L’uomo di vento” (1987)
Yambo Ouologuem “Dovere di violenza” (1968)
Salem Mekuria “Delluge” (1996)
David Achkar “Allah Tantu” (1990)
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Zomia* è uno spazio di riflessione, ispirazione e discussione che indaga la condizione umana in relazione all'ambiente, alle culture, ai contatti, alle storie.
Le sessioni di Zomia, alimentate ma non guidate dagli organizzatori, consistono in un intreccio di contributi, le cui fila vengono tirate a partire da un tema centrale e in maniera collettiva, mediante interazione e dialogo tra i partecipanti.
Tramite questo processo si cerca di guardare al tema proposto ed elaborare concezioni alternative rispetto agli stereotipi e paradigmi che lo attraversano. Ad ogni incontro gli organizzatori propongono di esaminare opere testuali, visuali, grafiche o di altra natura accomunate dalla stessa tematica.
Inoltre, i partecipanti potranno contribuire ad una possibile restituzione artistica delle sessioni di Zomia, in collaborazione con CHEAP.
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* Zomia /’zomia/ è un termine che designa un’area ad alt(r)a quota in cui gruppi di persone hanno volontariamente vissuto allo scopo di sottrarsi a modelli di governo più o meno centralizzati.

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